Consulenza Appalti Pubblici e Concessioni

Assistenza a imprese e stazioni appaltanti in gare, ricorsi al TAR e contenzioso amministrativo ai sensi del D.lgs. 36/2023.

Il diritto degli appalti pubblici disciplina le procedure con cui le pubbliche amministrazioni affidano lavori, servizi e forniture agli operatori economici. Le concessioni, disciplinate dagli artt. 176 e seguenti del D.lgs. 36/2023, si distinguono dagli appalti perché trasferiscono al concessionario il rischio operativo della gestione. Il Codice dei Contratti Pubblici (codice appalti 2023) regola bandi, aggiudicazioni, subappalto, soccorso istruttorio e ricorsi al TAR con il rito speciale dell'art. 120 c.p.a.

Lo Studio Legale Calzoni offre assistenza completa in materia di contratti pubblici e concessioni, dalla fase di progettazione degli atti di gara fino all'aggiudicazione e gestione del contratto. Assistiamo stazioni appaltanti, appaltatori e concessionari in tutte le fasi del procedimento e, ove necessario, nei ricorsi al TAR e Consiglio di Stato in materia di esclusioni, annullamento di aggiudicazioni e contestazione di bandi di gara.

Cosa facciamo

Casi tipici

Domande frequenti

Qual è la differenza tra appalto e concessione?

Nell'appalto la stazione appaltante paga un corrispettivo per lavori, servizi o forniture e ne sopporta il rischio economico. Nella concessione, disciplinata dagli artt. 176 e seguenti del D.lgs. 36/2023, il concessionario gestisce l'opera o il servizio assumendosi il rischio operativo (rischio di domanda, di disponibilità o entrambi) e si remunera prevalentemente dai ricavi della gestione.

Quali sono i termini per impugnare un'aggiudicazione al TAR?

30 giorni dalla pubblicazione o piena conoscenza dell'atto, ai sensi dell'art. 120 c.p.a. (rito appalti). Lo stesso termine vale per impugnare un bando immediatamente lesivo. La domanda cautelare di sospensiva può essere proposta contestualmente al ricorso e viene decisa dal TAR in tempi brevi.

Quando si applica la procedura negoziata senza bando?

L'art. 76 del D.lgs. 36/2023 elenca i casi tassativi: estrema urgenza non imputabile alla stazione appaltante, unicità del fornitore, gara precedente andata deserta, prestazioni complementari non separabili. Fuori da questi casi la procedura negoziata senza bando è illegittima e può essere impugnata davanti al TAR.

Quando una stazione appaltante può fare un affidamento diretto?

L'affidamento diretto è ammesso, ai sensi dell'art. 50 del D.lgs. 36/2023, per lavori sotto i 150.000 euro e per servizi e forniture sotto i 140.000 euro. La stazione appaltante deve motivare la scelta del contraente e rispettare i principi di rotazione, trasparenza e concorrenza.

Cos'è il soccorso istruttorio?

È la possibilità, prevista dall'art. 101 del D.lgs. 36/2023, di sanare entro un termine assegnato dalla stazione appaltante (di norma non superiore a 10 giorni) le carenze formali della documentazione di gara, senza modificare il contenuto dell'offerta tecnica o economica. Non si applica agli elementi essenziali dell'offerta.

Quanto costa fare ricorso al TAR per un appalto?

I costi di un ricorso al TAR sono di due tipi: i costi di giustizia, che comportano il pagamento del contributo unificato e degli oneri di notifica e copia, e il compenso del difensore. Lo Studio applica i parametri forensi previsti dalla legge e fornisce sempre un preventivo scritto prima di assumere l'incarico. In caso di vittoria, il giudice può condannare la parte soccombente al rimborso delle spese.